Il consigliere comunale di Vic Joan Coma, della Candidatura d’Unitat Popular (CUP), la coalizione della sinistra radicale catalana, è stato arrestato il 27 dicembre e trasferito a Madrid davanti al tribunale dell’Audiència Nacional. È accusato di “incitamento alla sedizione”: nel corso di una seduta del consiglio comunale di Vic, riferendosi all’indipendenza di Catalunya e invitando alla disobbedienza civile ha detto “per fare la frittata, prima bisogna rompere le uova”. Il pubblico ministero ha ravvisato nell’allusione gli estremi del reato e avviato il procedimento che ha portato alla detenzione.

Il giudice dell’Audiència Nacional che ha disposto l’arresto è un ex ispettore della polizia franchista, Ismael Moreno, divenuto in seguito magistrato, testimonianza vivente della continuità degli apparati di potere statali. Fedele al suo ruolo, ha imputato al consigliere comunale un reato che non veniva contestato a un rappresentante democraticamente eletto dai cittadini dai tempi della dittatura. Nel corso della comparizione, il giudice ha domandato a Coma cosa  intendeva dire con uova, con frittata e con rompere, inscenando un momento degno del miglior surrealismo se non del più inquietante processo kafkiano. Il giorno seguente alla comparizione in tribunale, il consigliere di Vic è stato rilasciato in regime di libertà provvisoria (con la misura cautelare del ritiro del passaporto). Rischia fino ad 8 anni di prigione. L’avvocato del militante indipendentista, Benet Salellas, sottolinea che il giudice si sta avvalendo di “concetti giuridici franchisti, già strumenti della dittatura”, in particolare quando ravvisa un delitto contro la forma di governo, un reato incluso nel codice penale spagnolo del 1973.

La portavoce di Izquierda Unida al Parlamento Europeo, Marina Albiol, ha portato il caso davanti alla Commissione Europea, alla quale ha domandato se la detenzione del consigliere comunale, così come le misure giudiziarie contro diversi militanti dell’indipendentismo catalano (il sindaco di Berga, il Presidente Carme Forcadell e i cinque militanti recentemente accusati di aver bruciato la foto del re) rispettano la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. In particolare Albiol domanda se gli arresti e le misure giudiziarie dei tribunali spagnoli violano l’art. 11 della Carta, dedicato alla libertà d’espressione.

Il giorno stesso dell’arresto del consigliere di Vic, la Candidatura d’Unitat Popular ha diffuso il  seguente manifesto:

“Nessun tribunale deciderà il futuro del nostro popolo: non un passo indietro.

Manifesto unitario di sostegno a Joan Coma.

In questo momento Libertà, Solidarietà e Democrazia non sono parole vuote né espressioni retoriche. A difesa della convivenza politica, Libertà, Solidarietà e Democrazia sono concetti pieni di vitalità, forza e unità: denunciano l’autoritarismo di uno stato che, condannando la libertà d’epressione politica dei consiglieri comunali in sede consiliare, pretende annullare la rappresentanza dei cittadini.

Joan Coma è libero di scegliere il cammino che ritiene più adeguato per difendere le proprie convinzioni, obbedendo alla propria coscienza e nel rispetto dell’impegno assunto democraticamente e per il quale è stato eletto. Per difendere la libertà e la democrazia altri possono scegliere strade diverse; troveranno ugualmente il nostro rispetto e la nostra solidarietà. La nostra solidarietà a tutti e a tutte porterà a una complicità ogni giorno più forte nella difesa delle libertà e della democrazia. Potranno attaccare i singoli ma, se avremo la capacità di continuare a costruirla, non potranno rompere questa complicità.

Ci auguriamo che chiunque si mobiliti a difesa della libertà d’espressione – e di tutte le libertà minacciate – possa sentirsi rappresentato da questo manifesto, indipendentemente dal suo pensiero político e dalla sua affiliazione a un partito. Vogliamo invece che questo manifesto risulti scomodo per quegli antidemocratici che vogliono inviare ai tribunali i rappresentanti dei cittadini e che negano si possa costruire il futuro di una Catalunya giusta secondo la volontà della sua popolazione.

Non cercate i nemici delle libertà e della democrazia nelle fila dei democratici, tra i quali non dobbiamo accusare nessuno. I contrari alle libertà e alla democrazia sono coloro che avvalendosi di tribunali trasformati in attori politici e di potere, non di giustizia, vogliono schiacciare  i nostri diritti e la rappresentanza del nostro popolo.

In questo momento vogliamo ricordare le parole di Joan Coma: “qualunque cosa accada, manteniamo la calma, pratichiamo la non violenza che abbiamo appreso dalla dsobbedienza civile pacifica e resistente e sorridiamo perché se sono capaci di comportarsi così, rispolverando tic inquisitori e misure eccezionali è perché sanno che democraticamente hanno già perso”.

Nessun tribunale deciderà il futuro del nostro popolo bensì tutti e tutte noi. Siamo al tuo fianco Joan, non ti lasceremo solo, solidarietà.

Solidarietà a tutte e a tutti quelli che  la giustizia trasforma in questo momento in perseguitati politici. Siamo con voi, non camminerete soli. E solidarietà anche per noi che difendiamo le libertà e la democrazia. Camminando a fianco non ci troveremo mai soli.

Joan libero! Ti vogliamo a casa e al Comune di Vic a rappresentare chi ti ha scelto democraticamente.

Visca le libertà, Catalunya e i Països Catalans.”

Vic, 27 dicembre 2016”

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